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Canapa. Pianta piccola e una grande risorsa per creare batterie

Batterie e Supercondensatori di Canapa. Sono più prestanti della batteria di litio e grafene?

Robert Murray-Smith, un noto youtuber che tratta argomenti collegati al campo delle batterie, ha postato un video sul suo canale intitolato: “Hemp battery as good as lithium ion?” su un suo esperimento che potrebbe rivoluzionare ancora di più i molteplici usi della controversa canapa legale (oltre ad avergli fatto guadagnare tantissimi followers).

In quel video Robert ci svela che le batterie di canapa hanno una potenza 31 volte più grande di una tradizionale batteria di litio o grafene.

In altre parole, offrono una prestazione superiore, quindi vediamo se le batterie e i supercondensatori di canapa veramente valgono la pena e se sono più economici in confronto ai dispositivi commerciali.

La scoperta sul potenziale delle batterie di cannabis non è un tema nuovo
Canapa. Pianta piccola e una grande risorsa per creare batterie

Batterie di Canapa. Efficienti ed Economiche

La scoperta sul potenziale delle batterie di cannabis non è un tema nuovo, è stato soltanto ribadito dal Youtuber Murray.

Risalendo all’anno 2014 troviamo uno studio condotto dal Dr. David Mitlin nell’Università di Alberta (in Canada) che attesta come le fibre dei residui della coltura di canapa si possono trasformare in dispositivi performanti che immagazzinano l’energia, cioè in supercondensatori ultra veloci, efficienti e addirittura più economici di una batteria di grafene, una ricerca che è stata presentata a San Francisco nella Conferenza ACS Chemistry for life.

Questo significa che le fibre di questa versatile pianta possono diventare un’alternativa ideale per sostituire il grafene, perfetta in quanto a costi, visto che il grafene è molto caro da produrre. 

La Canapa, una pianta che ci sorprende sempre!

Gli impieghi della canapa hanno avuto un lungo percorso nella storia, è stata una pianta da sempre controversa ma che non smette mai di sorprenderci grazie al vasto campo di applicazioni che spazia fra diversi settori: tessile, cosmesi, industriale, alimentazione, ecc..e nel mondo dell’energia.

Riuscire a dare una seconda vita ai residui della coltura di canapa permette di evitare sprechi. Sorprendemente ha dimostrato di essere più efficiente come supercondensatore, come spiegato dal Dr. Mitlin, vale la pena citare una sua frase:

“La corteccia della canapa è un nanocomposto, una fibra che contiene estratti di lignina, emicellulosa e cellulosa cristallina, che se processata nel modo giusto, dei nanomateriali possono essere separati e avere proprietà simili a quelle del grafene”.

Gli studiosi del team di Dr. Mitlin hanno creato un supercondesatore dai nanofogli della canapa.

Supercondensatori di Canapa. Cosa sono?

A differenza di una batteria tradizionale, quando si parla di supercondensatori ci si riferisce al metodo alternativo per accumulare l’energia, con la particolarità di avere una densità energetica 1000 volte superiore rispetto ai condensatori convenzionali.

In termini generali, i supercondensatori sono fatti da grafene, ma in quanto è una materia prima costosa che deriva dalla grafite (un tipo di carbono), la sua produzione è poco redditizia.

Il processo di fabbricazione dei supercondensatori di canapa consiste nel riscaldare la fibra di canapa a una temperatura di 180 °C per un periodo di 24 ore, e posteriormente modellarla in pannelli di nanomateriali porosi che possono essere impiegati come supercondensatori.

Sebbene ci siano altre sperimentazioni a base di residui organici per creare o immagazzinare energia, quello che risalta fra tutti è la canapa in quanto è in grado di produrre nanofogli di un’area superficiale cui caratteristiche somigliano o addirittura superano quella dei dispositivi commerciali a base di grafene. 

Vantaggi dei supercondensatori di canapa

Inoltre, i supercondensatori di Canapa presentano tanti vantaggi, e per accennare alcuni vi elenchiamo questi:

  • La densità energetica di un supercondensatore di canapa è di 12 Wh//kg, e per raggiungerla bastano meno di 6 secondi (pochissimo tempo di ricarica). Ad esempio, a 60°C la sua densità è di 49 kW/kg, che se paragonato al carbone attivo che usano gli elettrodi commerciali è nettamente superiore (questi ultimi arrivano ad appena 17 kW/kg a quella temperatura).
  • Non perde la sua capacità con il passare del tempo e l’utilizzo prolungato se lo si ricarica tantissime volte, anzi può essere anche molto prestante dopo almeno 100,000 ricariche

A sostenere le notevoli prestazioni della canapa in questo campo, si è espressa anche l’ingegnere chimico Liming Dai dell’Università di Case Western Reserve, che afferma come i materiali derivati dalla canapa possono essere il sostituto ideale del grafene: molto promettenti, a basso costo e con tante potenzialità da ottimizzazione. 

Grazie alla viralità del video di Murry sulle batterie di canapa, si riprende l’argomento della potenzialità della pianta, ma come detto prima, non è una nuova scoperta poiché nel corso degli anni varie ricerche scientifiche svolte nel campo hanno dimostrato l’enorme capienza energetica di una batteria di Canapa rispetto a una di litio, e anche le enormi risorse che possono rappresentare i residui organici della canapa usati per produrre supercondensatori mirati a creare o accumulare un’imponente quantità di energia rapidamente.

Piccola pianta, grande potenzialità

È ammirabile come una pianta piccola come la canapa possa essere una grande risorsa per creare batterie e supercondensatori più prestanti di quelli agli ioni di litio o al grafene.

E te cosa ne pensi delle batterie di canapa? Conoscevi la capacità energetica che ci dona la natura attraverso la cannabis? Lasciaci un tuo commento sotto, e scambiamo le nostre opinioni a riguardo.

Lo staff di Oasi della Canapa rimane le 24 ore a tua disposizione per portare alla comodità di casa tua i migliori prodotti derivati dalla canapa e tanto altro.

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Alla prossima lettura!

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