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La campagna RAI contro la Cannabis: miti da sfatare

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La nuova campagna di sensibilizzazione promossa dalla RAI rivolta alla popolazione, in particolar modo, quella più giovane, è composta da nove pillole che spiegano attraverso dei videoclip animati della durata di un minuto, le possibili conseguenze del consumo di appunto nove sostanze stupefacenti, dove si include tra le altre ‘in modo penalizzante’ la cannabis.

Nell’articolo di oggi andremo ad analizzare e cercare di capire sulle basi scientifiche una delle informazioni riportate nella cosiddetta campagna di sensibilizzazione della RAI, ovvero quella che riguarda l’alterazione delle capacità di guida nei consumatori di cannabis.

Campagna RAI contro la cannabis

La RAI penalizza la Cannabis con uno spot di comunicazione 

I mini video in formato cartoni animati sono stati ideati e sviluppati dalla direzione Comunicazione del Canale Statale in collaborazione con il Dipartimento per le politiche antidroga che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.  

Le nove pillole seguono il claim, Fermati, pensaci un attimo e attraverso l’animazione e una voce narrante si cerca di elencare le conseguenze e i pericoli associati al consumo di stupefacenti, che come abbiamo accennato prima comprendono 9 sostanze che elenchiamo di seguito: eroina, cocaina, cannabis, allucinogeni, MDMA, nuove sostanze psicoattive, alcol, fentanyl e tabacco

Tuttavia più che uno spot di comunicazione e sensibilizzazione sembra, facendo riferimento alla cannabis, una campagna piena del solito proibizionismo che punta a spaventare i cittadini sottolineando degli ‘aspetti particolari’ che non trovano nessuna base scientifica. 

Ad esempio, molte delle informazioni, tra l’altro fuorvianti, riportate nei video, mettono al centro dell’attenzione gli effetti della cannabis amplificati in un contesto che cerca di incutere timore, attraverso l’utilizzo di un tono di voce preoccupato e una musica che aumenta l’apprensione di chi guarda lo spot che preannuncia con la frase Ma gli effetti sono imprevedibili, i pericoli che vengono ingiustamente attribuiti alla cannabis, di cui parleremo nelle prossime linee.

In parole povere, la nuova campagna di comunicazione della RAI sembra avere l’obiettivo di disinformare e spaventare i telespettatori su temi piuttosto complessi come la cannabis, la pianta più controversa al mondo, che può racchiudere in sé una serie di benefici supportati negli anni da diversi studi scientifici che trovano impiego in ambito terapeutico per affrontare ad esempio, il dolore cronico e gli spasmi da sclerosi multipla, disturbi di ansia e altre patologie che non stiamo ad approfondire in questo breve contenuto.

Cannabis e capacità di guida

Lo spot della RAI sostiene che la cannabis alteri la capacità di guida, enfatizzando ulteriormente le conseguenze con la frase ALTERA PERICOLOSAMENTE.

Al contrario, uno studio pubblicato a febbraio 2024 sul

Journal of Psychopharmacology e condotto da Brooke Manning, Thomas Arkell e Luke Downey, evidenzia i risultati ottenuti dai ricercatori dopo aver esaminato le prestazioni di guida simulate con un programma noto come Forum8, di quaranta adulti (di cui il 55% uomini), appartenenti ad un’ampia fascia d’età (tra i 23 anni e gli 80) che hanno partecipato al progetto condotto dall’Università di Swinburne in Australia.

A questi 40 soggetti è stata somministrata della cannabis terapeutica contenente il componente attivo CBD e non hanno dato segni significativi di compromissione della loro capacità di guida. Invece è stato rivelato che il componente psicotropo della cannabis, noto come THC, può causare lievi difficoltà alla guida fino a quattro ore. 

Al riguardo i ricercatori sono giunti alla conclusione, grazie alla sperimentazione di cui abbiamo parlato prima, che il consumo di cannabis medica prescritta, contenente un livello di THC tra 1.13 e 39.18 mg/dose, ha un effetto insignificante nella capacità di guida.

Quindi se si vuole veicolare una comunicazione veritiera, bisogna approfondire su un tema così complesso prima di addossare a tutta la pianta di cannabis un effetto che appartiene ad uno dei suoi componenti attivi, ovvero quello che fa sballare il THC e che invece non si verifica nel consumo di CBD della canapa light che non ha nessun effetto psicoattivo. 

👉 Leggi anche: Emendamento Cannabis light: cosa prevede la proposta di legge della destra italiana?

Oasi della Canapa, La Redazione

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