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La Canapa e la strada verso un’economia sostenibile

La canapa potrebbe spingere la transizione dell’Europa verso un’economia sostenibile, un’economia green, che aderisca agli obiettivi dell’UE di riuscire ad essere il primo CONTINENTE VERDE con zero emissioni di carbonio entro l’anno 2050.

Vediamo in che modo la canapa può contribuire a questo nuovo cambiamento che influirebbe sul settore economico.

La canapa potrebbe spingere la transizione dell’europa verso un’economia sostenibile
Ridiamo alla cannabis il ruolo di “risorsa green” che merita all’interno dell’economia europea

La Cannabis Sativa è il simbolo della risorsa del futuro per un’economia green, in quanto è una pianta di facile coltivazione, adattabile alle diverse condizioni meterologiche e geografiche, resistente ai parassiti, con tempi di raccolta brevi, e con la capacità di assorbire e tollerare i metalli pesanti oltre che a nutrire il suolo dove viene coltivata, ideale per un’ampia gamma di utilizzi per la sostenibilità dei diversi progetti, con prodotti derivati che possono sostituire quelli ottenuti dalle fonti non rinnovabili.

La Canapa per abbattere i muri del proibizionismo

A riguardo, per abbattere i muri del proibizionismo occorre implementare una serie di politiche di regolamentazione, supervisione e controllo dal produttore al consumatore finale, il che significherebbe un’enorme spinta per la filiera della canapa, un settore che per anni è stato sommerso per via del proibizionismo iniziato negli Stati Uniti nel primo decennio del 1900, ma che per fortuna questi muri si stanno demolendo perché i Governi hanno urgenza di mettere fine alla dipendenza energetica dai fossili, che ha creato tanti disagi, guerre e inquinamento a livello globale.

La riconversione dell’attuale ciclo produttivo, che usa fonti energetiche del petrolio, avviene grazie alla ricerca di un vero sviluppo sostenibile che freni i danni ambientali creati dall’energia proveniente dai combustibili non rinnovabili.  

Occorre però abbattere i muri del proibizionismo che impediscono alla canapa di avere il ruolo che merita dentro  un’economia verde, proibizionismo che deriva dalla poca conoscenza che gli organismi hanno su questa versatile pianta con tantissimi usi, e che può garantire una resa produttiva sostenibile indiscutibile.

Gli ambiziosi obiettivi dell’Europa

Come espresso dalla Presidente della Commisione Europea Ursula Von der Leyen, gli ambioziosi obiettivi di far diventare l’Europa il primo continente con zero emissioni di gas CO2 a effetto serra entro il 2050, prevede il lavoro congiunto dei produttori e gli organismi europei, un lavoro che punti verso una ripresa sostenibile.

Motivo per il quale l’Associazione Europea della Canapa Industriale EIHA si è mostrata subito disponibile a cooperare e contribuire con questi obiettivi per disegnari orizzonti verdi in linea con il Green Deal per combattere i cambiamenti climatici e il pericolo imminente che rappresenta il degrado ambientale, facendo notare come la pianta di canapa potrebbe indirizzare la transizione ecologica nel quadro politico che segue un modello di crescita basato sull’innovazione e la sostenibilità per una ripresa economica qualitativa.

Tanto è vero che il Green Deal prevede di scindere la crescità dell’economia dall’utilizzo delle risorse, onde evitare la dipendenza dalle fonti di energia, trasformando l’attuale sistema economico in uno moderno che si prenda cura delle persone e del pianeta, e la creazione di nuovi posti di lavoro “verdi” che coinvolgano il settore rurale e quello agricolo per un ciclo produttivo con meno impatti sull’ambiente.

Per ridare alla cannabis il ruolo di “risorsa green” che merita all’interno dell’economia europea, bisogna che i governi, le associazioni e i cittadini sostengano il progetto del Green Deal che permetta di percorre insieme alla canapa la strada verso un’economia sostenibile. 

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