Canapa medica: quali sono le patologie che ne beneficiano?

Si moltiplicano, anno dopo anno, le ricerche scientifiche incentrate sugli effetti benefici della cannabis medica. Quali sono le patologie che ne beneficiano? Su quali malattie impatta positivamente?

Le proprietà di questa sostanza prevengono e contrastano diverse patologie più o meno gravi.

Facciamo chiarezza su questo argomento.

Il Ministero della Salute riferisce che

“l’uso medico della Cannabis non può essere considerato una terapia propriamente detta, bensì un trattamento sintomatico”.

Gli utilizzi riconosciuti dal DM 9/11/2015 per la prescrizione gratuita a carico del SSR sono sclerosi multipla, dolore oncologico cronico, inappetenza e vomito causati da chemioterapici, cachessia (in anoressia, chemioterapia, HIV), glaucoma e Sindrome di Tourette.

In questi casi, l’uso medico della Cannabis è raccomandato soltanto se

“i trattamenti standard non hanno prodotto gli effetti desiderati o se hanno provocato effetti secondari intollerabili”.

Oltre a ciò che riporta il Ministero della Salute, cosa dicono gli studi scientifici?

Canapa medica: cancro e malattia di Alzheimer, studi

Numerosi studi scientifici dimostrano che la cannabis medica può rappresentare una valida terapia anti-cancro.

Secondo una ricerca condotta dall’Università Complutense di Madrid, i cannabinoidi hanno una triplice azione antitumorale. Pare che agisca su tre fronti:

– induce alla morte le cellule tumorali;

– riduce la capacità delle cellule tumorali di muoversi invadendo altri tessuti;

– impedisce la formazione di nuovi capillari che possono contribuire ad inviare nutrienti tra le cellule cancerose (quindi, non consentirebbe al tumore di autoalimentarsi).

Altri studi hanno, addirittura, evidenziato che la cannabis medica è capace di eliminare le cellule tumorali proteggendo quelle sane.

Sempre dalla Spagna, alcuni studi risalenti a 10 anni fa hanno dimostrato che i cannabinoidi vantano grandi proprietà antinfiammatorie: possono ridurre il gonfiore proteggendo i neuroni.

La cannabis medica sembra avere effetti benefici anche sulla malattia dell’Alzheimer proprio per le sue proprietà neuroprotettive. Allo stesso modo, la cannabis può risultare efficace nel trattamento di altre patologie neurodegenerative come ischemia cerebrale, traumi cranici, malattia di Parkinson.

Dipendenza da farmaci e droghe, epilessia: i benefici della cannabis medica

La cannabis medica è un prodotto analgesico efficace nel trattamento del dolore, decisamente più sicuro degli oppiacei. Gli oppiacei creano dipendenza e la canapa medica aiuta a disintossicarsi da queste sostanze e da altri farmaci utilizzati nel trattamento del dolore che presentano effetti collaterali anche gravi.

Uno studio americano ha anche dimostrato che assumere marijuana medica per 3 mesi funziona nei pazienti affetti da epilessia, soggetti a convulsioni.

A seguito del trattamento con la cannabis medica, le convulsioni si riducono della metà (un paziente su due) o scompaiono (10% dei pazienti). In caso di epilessia, sembra funzionare soprattutto nei bambini ed aiuta a controllare gli attacchi. Il CBD è una molecola anticonvulsivante più affidabile del THC.

Sclerosi multipla, fibromialgia, dolore neuropatico e cronico

I malati di sclerosi multipla manifestano un forte dolore, spasmi e contrazione muscolare permanente. I farmaci utilizzati per trattare questa malattia non sono particolarmente efficaci; di conseguenza, molti pazienti optano per il consumo di cannabis.

Diversi studi al riguardo hanno evidenziato che i pazienti che utilizzano canapa medica ottengono un concreto miglioramento in termini di avanzamento della malattia.

Può aiutare a gestire i principali sintomi della sclerosi multipla, in particolare la rigidità muscolare, spasticità, incontinenza della vescica, dolore cronico e neuropatico, qualità del sonno.

Seppure non si possa concludere che la cannabis sia la panacea per la sclerosi multipla, il trattamento sembra promettente rispetto ai farmaci disponibili.

Non mancano gli studi scientifici che affermano come i cannabinoidi funzionino nel trattamento del dolore neuropatico e di quello cronico come la fibromialgia.

Di questa malattia, che si manifesta con dolore scheletrico e muscolare, si ignora l’esatta origine così come si ignora l’efficacia della cannabis medicinale nel trattare i sintomi dolorosi che procura la patologia.

E’ stata avanzata un’ipotesi secondo cui la fibromialgia può essere legata ad una carenza del sistema endocannabinoide.

Canapa medica: altre patologie trattate

Sul trattamento del diabete, alcuni studi hanno evidenziato che il tetraidrocannabinolo (THC) è in grado di alleviare la neuropatia diabetica, mentre il cannabidiolo (CBD) previene l’insorgere di neuropatie periferiche in pazienti diabetici.

La canapa medica può risultare efficace nel trattamento dello stress post traumatico. Chi soffre di questo disturbo psichico può trovare un aiuto nella cannabis, in grado di alleviare l’impatto emotivo del trauma, ridurre l’ansia ed i flash back negativi, facilitare il sonno. Anche in questo caso, servono maggiori studi clinici.

E’ risaputo che la cannabis stimola l’appetito ed è sicuramente efficace in soggetti anoressici o che soffrono di inappetenza per vari motivi (tumori, problemi nervosi, HIV).

Già nel 1971, è stata scoperta una riduzione del 25-30% della pressione intraoculare grazie alla cannabis, confermata da studi successivi su pazienti affetti da glaucoma. I cannabinoidi, peraltro, hanno proprietà neuroprotettive nella retina.

Studi preclinici mostrano come i fitocannabinoidi potrebbero avere effetti benefici nelle malattie cardiovascolari, metaboliche e nelle malattie di fegato e reni.

E’ stato, inoltre, dimostrato che i cannabinoidi diminuiscono la secrezione di acidi gastrici e che il THC porta alla riduzione marcata delle ulcere gastriche.

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