Cannabidiolo, la molecola che dona benessere e salute

Con il termine “cannabidiolo“ si vuole indicare una delle sostanze contenute nella canapa, alla quale viene attribuita la responsabilità della determinazione di specifici effetti sull’organismo.

Generalmente sintetizzato con la sigla “Cbd”, il cannabidiolo “cammina a braccetto” con un’altra molecola, quella del delta 9 – tetraidrocannabinolo, comunemente indicata con thc e rispetto alla quale si comporta al contrario. La loro azione opposta ma congiunta dà il “benvenuto” al benessere, in quanto questa sinergia si riflette positivamente in qualche modo anche sui centri nervosi, contribuendo a far provare una sensazione di tranquillità, rilassamento e stimolando anche il “famoso e decantato” buonumore.

Ma non solo, l’impiego del cbd – così come più in generale quello della canapa – avviene anche a scopo terapeutico al fine di contrastare una serie di disturbi e problemi (anche importanti), ai quali addirittura qualche volta viene difficile far fronte con il ricorso alla medicina tradizionale. Naturalmente, il cannabidiolo di cui parliamo è la sostanza completamente legale presente nella cannabis light in una quantità tale da potenziare ed ottimizzare i benefici e limitare al massimo la possibilità di un’eventuale comparsa di effetti collaterali.

Più nel dettaglio, questa molecola è utilizzata come rimedio naturale che assolve al compito di analgesico, antinfiammatorio, antiepilettico, antipsicotico ed, ancora, la sua utilità è riscontrata nel contrastare nausea e dolori di varia natura (tra cui quelli mestruali) e per esercitare sull’organismo un’azione calmante e accendere il semaforo rosso per ansie ed eventuali crisi di panico.

L’impiego del cannabidiolo a scopo terapeutico

Il Cannabidiolo è una sostanza da considerarsi legale – e quindi sicura – nella misura in cui viene assunta rispettando le specifiche indicate dalla normativa vigente in materia. (Legge n.242/2016)

Gli effetti collaterali che si possono determinare, per quanto rari, si traducono in stanchezza, sonnolenza e nella sensazione di avere la bocca asciutta.

Fatta questa doverosa precisazione, è bene sottolineare che l’altra faccia della medaglia porta con sé in elenco, come del resto abbiamo già fatto presente, una serie di benefici che cominciano a manifestarsi dopo circa mezz’ora dall’assunzione della sostanza.

Tra essi vi è il potere che il CBD riesce ad esercitare soprattutto sul sistema nervoso.

Non è un caso, infatti, che importanti quantità (non legali) di questa sostanza contenuta nella canapa siano utilizzate a scopo terapeutico e si rivelino determinanti per contrastare i dolori causati da malattie neurodegenerative, una tra tutti la sclerosi multipla.

Ma dall’altro lato, è anche vero che la legge non lo riconosce assolutamente come un medicinale e ritiene che non sia scientificamente provato il suo potere terapeutico.

Proprio per la necessità di fare fede alla dedicata normativa, è indispensabile ricorrere all’uso di prodotti a base di canapa (quindi di CBD) che siano ovviamente legali, completamente sicuri e, pertanto, certificati.

 

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