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Olio CBD, cosa stipula il nuovo decreto, entrata in vigore

Il 21 agosto 2023 è la data che segna una piega nel settore della cannabis light, di preciso, per le erboristerie, negozi e canapa shop che vendono olio cbd, in quanto stando alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, da settembre non si potrà più acquistare senza ricetta questo estratto della Canapa, il che vuol dire che sarà assoggettabile al monopolio delle case farmaceutiche.

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La situazione non solo è complicata ma è anche illogico in quanto, il nuovo decreto emesso dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, non è altro che una continuazione di quello del predecessore Roberto Speranza, emesso tre anni fa e sospeso a meno di un mese dal suo annuncio. Vediamo nei dettagli di cosa si tratta questo nuovo divieto per uno dei derivati estratti della pianta più controversa al mondo.

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Olio cbd sì, ma solo in farmacia 

Il decreto sull’olio cbd in poche parole vieta la vendita di qualsiasi prodotto contenente l’estratto della Canapa per somministrazione orale, ovvero, l’olio al cbd, la questione più assurda è che non impone nessuna soglia alla sua libera vendita nei canapa shop, bensì considera tutti gli oli cbd, ovvero anche quelli contengono cbd ad uso orale, come sostanze stupefacenti, e dunque acquistabili esclusivamente in farmacia, con la rispettiva ricetta medica.

Non solo è una idiozia, in quanto il componente attivo della Canapa, il cannabidiolo CBD non è uno stupefacente, come comprovato anche dagli esperti a livello mondiale, bensì ha importanti potenziali terapeutici, che lungo gli anni sono stati provati scientificamente.

Tuttavia, l’inserimento delle composizioni a base di cbd, ripetiamo per consumo orale, sono state inserite nella tabella 2B dei medicinali stupefacenti

Alla base di questa decisione del Governo, c’è il fatto che, sempre secondo la logica del Ministro della Salute Orazio Schillaci, si cerca di regolamentare l’estratto della Canapa attraverso questo nuovo decreto, che considera qualsiasi composizione orale al cbd ad uso prettamente farmacologico, e dunque, è illecita la vendita al di fuori dei canali farmaceutici.

Questo significa che il decreto considera il CBD come un farmaco stupefacente, dal momento che è stato inserito nella tabella di cui abbiamo parlato precedentemente. 

Il decreto entra in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione ufficiale in data 21 agosto 2023.

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La Posizione di Federcanapa

La decisione evidentemente ha fatto scalpore nel settore dedicato alla vendita di prodotti derivati dalla canapa, inclusi gli estratti di cbd, che a tutti gli effetti non è stupefacente come il Governo vorrebbe far credere. 

A questo punto, Federcanapa si è pronunciato sulla decisione ed è pronto a muoversi in nome di tutti gli operatori economici del settore al fine di ottenere garanzie nella vendita di tutti i prodotti a base di cbd, ad uso orale e non solo, ovvero per tutti gli utilizzi nella soglia di quanto consentito dalla legge.

Ricordiamo che a supportare il fatto che il cbd è una sostanza non stupefacente, c’è uno studio svolto da una Commissione di esperti in sostanze stupefacenti (ECDD) dell’OMS CBD, in cui si è arrivati alla conclusione che il CBD non è da considerare come una sostanza sotto controllo, in quanto non crea danni alla salute; e a favore di questa affermazione la sentenza emessa dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, datata novembre 2020.

Mentre i governi del resto del mondo si stanno muovendo per liberare addirittura la cannabis nelle loro società, in Italia si sta andando indietro con questa decisione assurda, al considerare stupefacente, la composizione orale del cbd, quando il componente in sé non è e non sarà mai stupefacente, perciò non crea nessuna dipendenza, al contrario di quello che sí ha effetti psicotropi, il THC

Il decreto sull’olio cbd che include tutte le composizioni orali a base di cannabidiolo non solo va contro i produttori nazionali, ma fa di questo prodotto appannaggio esclusivo delle case farmaceutiche. 

Oasi della Canapa, La Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

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