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Emendamento Cannabis light: cosa prevede la proposta di legge della destra italiana?

La proposta di legge del governo Meloni che penalizza la vendita di cannabis light ha scatenato la reazione delle aziende del settore. Vediamo di cosa di tratta.

Emendamento cannabis light

Il proibizionismo sulla Cannabis light. Cosa prevede l’emendamento? 

In questi ultimi giorni la preoccupazione e la tensione cresce all’interno dell’intero comparto della canapa industriale nonché nel settore che si occupa di vendere prodotti di cannabis light, per via di una proposta di legge depositata dalla destra italiana e attualmente in esame alla Camera, che punta ad un proibizionismo ferreo che metterebbe a rischio anche quindicimila posti di lavoro.

La proposta vieterebbe la coltivazione e la commercializzazione di tutti i prodotti derivati dalla Canapa light con THC inferiore allo 0.2% (che annovera resine, oli derivati e infiorescenze di cannabis light), tranne che per scopi terapeutici e industriali, tenendo conto che attualmente è possibile la loro vendita con un livello del tetraidrocannabinolo sotto lo 0.6%, in entrambi i casi non presentano nessun effetto drogante.

È una proposta folle che andrebbe a paragonare la canapa light alla cannabis con livelli superiori di THC, ovvero le mette tutte sullo stesso piano, bollate e ingiustamente vietate.

Si tratta dell’ennesimo intento punitivo del governo che attuando questa mossa punitiva starebbe colpendo tutto un settore che potrebbe far crescere l’economia del paese, visto il fatturato annuo di circa 500 milioni di euro, senza dimenticare il fatto che offre 15 mila posti di lavoro.

Insomma questo proibizionismo sulla cannabis light dove trova le sue radici, ovvero sulla base di cosa è stato presentato questo emendamento? Perché a livello giuridico non ha senso, visto che addirittura due enti si sono pronunciati in passato contro il divieto dei derivati dal cbd, sia l’OMS nel 2017 che la Corte di giustizia dell’UE, nel 2020, entrambi confluiscono sul fatto di non classificare il cannabidiolo CBD e i derivati dalla cannabis light come stupefacenti, e quindi non bisogna classificare tutta la pianta come se fosse uno stupefacente, visto che sotto livelli bassissimi di THC è priva di effetti psicotropi.

Mentre altri paesi europei, come la Germania, si fanno avanti per legalizzare la coltivazione, per usi personali, della pianta di canapa e anche la Svizzera, attraverso un progetto pilota di sperimentazione, persino in certi stati degli USA si è raggiunta la legalizzazione, in Italia si fanno mille passi indietro per imporre ulteriori divieti che non faranno altro che arrecare danni a tutta la filiera che lavora con la canapa da estrazione, i cui prodotti trovano utilizzi in diversi settori come quello alimentare, nella cosmesi e nell’erboristeria per accennare alcuni degli usi più diffusi, oltre che quelli terapeutici di cui non stiamo qua ad approfondire perché non rientra nel nostro interesse, però è dimostrato il potenziale rilassante, antiinfiammatorio e analgesico di componenti della cannabis light come il cbd, in base a vari studi scientifici condotti negli anni.

La proposta dei leghisti riguardo le immagini di canapa

All’emendamento (meglio dire accanimento) sopra indicato, proposto dal Governo Meloni all’interno del Progetto Sicurezza, si aggiunge un altro sub emendamento portato avanti dai leghisti che andrebbe a punire tutti coloro intenzionati a utilizzare le immagini della canapa (incluse le forme stilizzate delle sue parti e  componenti) per promozione commerciale su banner, insegne, flyer, cartelli, insomma su qualunque mezzo di pubblicità esistente.

Quale sarebbe la punizione prevista per i trasgressori? La reclusione fino a due anni e una multa pesante, che potrebbe arrivare alla sbalorditiva cifra di 20 mila euro.

Il sollecito di Federcanapa

La Federazione Italiana della Canapa Federcanapa, non si è fatta attendere e si è mossa subito contro questa folle proposta di legge depositando alla Camera un sollecito di passo indietro, per cercare di fermare questa azione repressiva, dettata più sulla base dei pregiudizi verso la canapa (nrd).

Federcanapa ha scritto nel sollecito alla Camera che l’emendamento creerebbe grossi danni al settore commerciale della cannabis light e anche a quello industriale che si occupa della coltivazione e della lavorazione dei derivati della canapa, come ad esempio cbd, oli e altri cannabinoidi (non stupefacenti) che non rappresentano nessun pericolo in quanto privi di effetti dannosi, i cui utilizzi all’interno del comparto della canapa industriale, sono tra l’altro, riconosciuti dalla stessa Normativa Europea al riguardo. 

Dunque sorge spontanea la domanda che in tanti si stanno facendo in queste ore: ‘questo governo dove vuole andare con questa stretta?’ che non farà altro che sollevare contenziosi legali da parte delle varie aziende attive nella filiera che lavora con la cannabis light.

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Oasi della Canapa, La Redazione

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