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Cannabis e la comunità LGBT: cosa hanno in comune?

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La cannabis e la comunità LGBT hanno tante cose in comune, più di quello che si possa credere, e proprio di questo parleremo nel nostro articolo odierno.

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Cannabis e la comunità LGBT, qual è il rapporto?

Sia per imperativi morali che per scelte politiche, specialmente nei paesi dove la libertà di esprimere la propria sessualità talvolta è considerato un reato, nel corso degli anni la canapa e la comunità LGBT sono state demonizzate e ingiustamente escluse, diventando col passare del tempo una classe di minoranza, che per fortuna dopo anni e anni di lotta per l’uguaglianza finalmente fanno sentire la loro voce soprattutto per quanto riguarda i diritti civili e la legalità.

Una ricerca condotta da Kyle Schofield e colleghi, intitolata Pot at the End of the Rainbow: Cannabis Use Among Sexual Minorities, pubblicato il 3 gennaio 2023, ha evidenziato che molte persone giovani con un orientamento sessuale diverso da quello definito etero, ovvero, gay, bisessuali, lesbiche, consumano cannabis a un tasso maggiore in confronto alle loro controparti, e questo lo si attribuisce prevalentemente ai problemi mentali (ansia, depressione) che solitamente possono affrontare durante la loro vita per via dei pregiudizi e specialmente per il bullismo a cui molti di loro sono sottoposti ingiustamente dai compagni di scuola, ad esempio.

Stessa cosa succede con l’erba di Cannabis che è stata additata come una pianta proibita, e penalizzata quasi come se fosse una sorta di portatrice del peccato.

Ma se ripassiamo un po’ la storia, vediamo che nell’antica Grecia, Roma e in Egitto, come riportati nelle arti visive dell’epoca e nella letteratura, la comunità LGBT c’era già. In modo analogo, gli usi della canapa risalgono ai tempi antichi del 4000 a.C in Cina, dove sono state ricavate delle prove archeologiche che attestano l’uso principale della pianta nelle colture alimentari, come uno dei cereali principali facenti parte della loro dieta.

Senza però dimenticare tutti gli usi terapeutici che la canapa ha avuto in diverse culture, grazie alle sue proprietà analgesiche, ad esempio, in India veniva utilizzata per alleviare le contrazioni del parto, mentre nell’antica Grecia l’uso della cannabis era destinato al trattamento delle infiammazioni, complice le potenzialità antinfiammatorie della canapa, e tanti altri utilizzi che non stiamo ad entrare nei dettagli.

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La lotta per l’uguaglianza e la legalizzazione

Mentre in Italia, con la destra al potere, sembra che siamo lontani da una vera legalizzazione della canapa, molti sostenitori della pianta più polemica e controversa al mondo non mollano e lottano tuttora per ottenere una risposta legale alla richiesta che da anni gira non solo in Italia, ma che ha già avuto l’approvazione in altri paesi europei dove non è più considerata illegale, come in Malta, o nei Paesi Bassi dove non è penalizzata.

Si tratta di andare oltre, di analizzare con occhio oggettivo tutte le potenzialità e gli utilizzi che può avere la canapa, dagli impieghi terapeutici all’uso in diversi settori che spaziano dall’industria tessile, all’alimentare e all’energia sostenibile.

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D’altronde, le persone appartenenti alla comunità LGBT cercano incessantemente di far valere i loro diritti, in primis come esseri umani e secondo di essere trattati in modo equo in tutte le area della vita, dal lavoro alla vita privata e la possibilità di mettere su famiglia e avere gli stessi diritti che una coppia etero.

Quindi, ancora una volta la storia ce lo conferma, la canapa e la comunità LGBT hanno in comune le stesse sofferenze: discriminazioni, e la stessa lotta: uguaglianza. Ci piacerebbe sentire la tua opinione a riguardo nei commenti, sei a favore o contro la depenalizzazione cannabis? Grazie della lettura!

Oasi della Canapa, La Redazione

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