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Slovenia: l’ok dei cittadini alle domande del Referendum consultivo sulla cannabis

Dopo la svolta della Germania che ha cambiato a livello politico l’atteggiamento del Governo nei confronti del regolamento sulla cannabis, arriva anche il referendum consultivo in Slovenia, i cui risultati hanno dimostrato irrefutabilmente il sostegno della popolazione in due ambiti, all’apparenza differenti, ovvero in merito all’uso sia della canapa terapeutica che quella a scopi personali.

Slovenia Referedum Consultivo sulla Cannabis

Si prospettano nuovi cambiamenti nel paese dell’Europa Centrale? Andiamo alla scoperta del parere a tale proposito dei cittadini sloveni sul tema della legalizzazione della cannabis

La Slovenia è pronta alla legalizzazione della cannabis?

Il referendum sulla cannabis in Slovenia si è tenuto in contemporanea alle Elezioni alle Europee, la scorsa domenica 9 giugno 2024, contenente due quesiti referendari approvati in precedenza dall’Assemblea Nazionale Slovena lo scorso 25 aprile. 

L’iniziativa è stata presentata dal Movimento per la Libertà Sloveno, che fa parte dell’attuale coalizione di governo.  

Al riguardo ai cittadini è stato chiesto il loro parere su due argomenti, uno di questi riguarda il proprio consenso sulla coltivazione della cannabis e la sua lavorazione sul territorio sloveno per usi medici. Vale la pena ricordare però che la vendita e l’uso della canapa terapeutica sono attualmente consentiti nel paese ma non la sua coltivazione. 

Mentre nell’altro quesito referendario, l’opinione degli elettori doveva concentrarsi sulla coltivazione e il possesso della cannabis a scopi ricreativi, ossia per uso personale limitato.

Entrambe le domande hanno ottenuto il consenso dei votanti, la prima ha raccolto circa il 66% dei voti su un totale di 700 mila elettori, mentre la seconda ha ottenuto poco meno del 52%.

Quindi questi risultati sono un forte richiamo ai Legislatori Sloveni che dovranno ascoltare il parere della popolazione su un argomento che sta a cuore a molte persone nel paese e che dovrebbe spingere ad ulteriori cambiamenti nel regolamento verso la cannabis.

Sebbene il referendum sulla Cannabis in Slovenia sia soltanto consultivo e non vincolante, ovvero anche se l’esito sia stato positivo, a favore della cannabis, non significa che sarà adottata all’interno della legge.

Però una cosa è certa, i voti esprimono il volere della cittadinanza e possono servire da traino per iniziare a valutare futuri cambiamenti nelle leggi.

In povere parole, il referendum consultivo in Slovenia sul tema legalizzazione della cannabis è un segnale che gli elettori hanno mandato ai legislatori sloveni, ovvero occorre adeguare le leggi ai tempi odierni, al fine di modernizzare il regolamento su questo tema e di andare a pari passo con i nuovi approcci che si stanno rivelando in altri paesi europei nell’ambito della cannabis.

Ricordiamo che a Malta e in Lussemburgo, il possesso di cannabis per uso personale è ormai legale, altri paesi come la Germania hanno fatto passi in avanti per aprire le porte verso la legalizzazione della pianta per usi ricreativi, sebbene con certe limitazioni. D’altronde in Svizzera è da un bel po’ che stanno lavorando su diversi progetti pilota in varie città svizzere per valutare la commercializzazione della cannabis legale e l’impatto sulla popolazione.

Contrario a quello che sta succedendo in Italia, che addirittura i rappresentanti della Lega hanno depositato un subemendamento per penalizzare tutti coloro intenzionati a raffigurare graficamente la pianta della cannabis o alcune delle sue parti in qualsiasi mezzo di comunicazione (poster, flyer, manifesti, ecc.), una triste assurdità questa che si aggiunge anche alla proposta di legge del Governo Meloni che punta a vietare la coltivazione e la commercializzazione dei prodotti derivanti dalla cannabis light con THC inferiore allo 0.2% (tranne che per usi medici e industriali), trattandoli come se fossero stupefacenti. 

Una mossa controproducente per tutta la filiera della cannabis in Italia che se non dovesse trovarsi davanti a tanti intralci legali per colpa di una continua ostinazione nel penalizzare la cannabis, potrebbe invece rivelarsi un settore molto fruttifero che aiuterebbe ad aumentare il PIL dell’economia italiana, oltre a ridurre l’illegalità e il commercio delle mafie, tra l’altro molto dannoso.  

Se addirittura la Slovenia ha iniziato ad affrontare con maggiore consapevolezza l’argomento che riguarda la legalizzazione della cannabis, in tanti si domandano perché in Italia non si ascolta la voce dei cittadini che sono a favore di un settore che, anziché essere penalizzato potrebbe invece essere riconosciuto e tutelato per assicurare prodotti derivati di qualità e sicuri e non lasciare il commercio in mano alle mafie.

Oasi della Canapa, La Redazione

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