HIV e AIDS: la Cannabis, un Aiuto per Combattere il Virus

Secondo dati recenti oltre 36.9 milioni di persone nel mondo hanno riportato di essere affetti di AIDS, 1.8 milioni dei quali erano stati recentemente contagiati. I campanelli di allarme che segnalano la presenza dell’AIDS sono principalmente:

  • polmonite e pneumocystis,
  • cachessia (perdita significativa di peso)
  • candidosi (o candidiasi) esofagea
  • infezioni del tratto respiratorio.

L’AIDS, causata del retrovirus HIV, è una patologia molto grave in quanto al momento risulta inguaribile.

Bisogna quindi convivere per tutta la vita con questo nemico cercando di alleviare il più possibile i disturbi che esso  e i farmaci antiretrovirali portano al nostro organismo.

In questo senso, un buon alleato è sicuramente la Cannabis in quanto, secondo alcuni studi, potrebbe intervenire direttamente sulla patologia.

La cannabis si è rivelata utile infatti, per alleviare molti degli effetti collaterali causati dai trattamenti antiretrovirali in pazienti con HIV. A dimostrarlo uno studio scientifico del 2005  pubblicato sul Journal of Pain and Symptom Management che mostrò che la cannabis migliorava ( con delle percentuali altissime) una serie di disturbi:

  • l’appetito (97%)
  • la nausea (93%)
  • il dolore nervoso (90%)
  • la parestesia (85%) (formicolio, intorpidimento)
  • l’ansia (93%)
  • il dolore muscolare (94%
  • e la depressione (86%)

Secondo una ricerca, pubblicata nel 2014 sulla rivista AIDS Research and Human Retroviruses, condotta dai ricercatori della Louisiana State University che per 17 mesi hanno somministrato ogni giorno una dose di THC ad un gruppo di scimmie affette dal virus dell’HIV, la cannabis potrebbe essere efficace nel trattare direttamente la malattia.

Nel corso della sperimentazione, gli scienziati hanno infatti osservato una diminuzione dei danni al tessuto intestinale dei primati, una delle parti del corpo dove l’infezione da HIV si sviluppa più comunemente, trovando prove del fatto che sia un effetto legato all’azione genetica del THC.

L’HIV si diffonde infettando e uccidendo le cellule immunitarie e i ricercatori hanno osservato livelli più elevati di cellule immunitarie sane negli animali che avevano ricevuto il THC.

Ma non è stato testato solo sugli animali.

Gli scienziati dell’Università di Washington, dell’Ohio e di San Francisco hanno condotto uno studio su 198 pazienti affetti da HIV, trattati con farmaci antiretrovirali (ART).

Il risultato, pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Desease, l’uso intensivo di cannabis è stato associato a riduzione dell’infiammazione sistemica e dell’attivazione immunitaria.

Gli autori hanno scoperto che “il consumo intensivo di cannabis in individui affetti da HIV trattati con ART (terapia anti-retrovirale) era associato a frequenze più basse di cellule CD4 e CD8 T attivate rispetto alle frequenze di queste cellule in soggetti non utilizzatori di cannabis. Questa nuova scoperta è importante dato che livelli elevati di attivazione delle cellule T sono stati associati ad aumenti di cellule T CD4 inferiori a seguito di ART e con mortalità in questa popolazione”.

In conclusione dichiarano: “Mentre le implicazioni cliniche non sono chiare, i nostri risultati suggeriscono che l’uso di cannabis è associato a una riduzione potenzialmente benefica dell’infiammazione sistemica e dell’attivazione immunitaria nel contesto dell’infezione da HIV trattata con antiretrovirali”.

 

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