La canapa come carburante

I numerosi utilizzi della canapa sono ormai noti, può essere utilizzata nell’edilizia, nella produzione di tessuti, in campo medico per alleviare determinati dolori e tra questi usi, con grande efficacia, anche nella produzione di carburante.

Tra i diversi carburanti vegetali è quella con il rendimento più alto per ettaro, con il 17% di cellulosa in più rispetto al legno, potrebbe tranquillamente sostituire e superare le altre colture energetiche attualmente utilizzate.

Nel momento in cui la canapa viene trasformata in carburante si parla di biocarburante, e questo fu utilizzato già nel 1941 nella Hemp Body Car di Henry Ford, che oltre ad avere questo tipo di alimentazione era costruita interamente in bioplastica (un altro prodotto della canapa), questo tipo di combustibile inoltre è quello che richiede meno specializzazione sia nella coltivazione che nella trasformazione.

Il biocarburante ha numerosissimi vantaggi, oltre a quelli elencati fino ad ora, va ricordato che non è necessaria nessuna modifica ai motori in circolazione per poter essere utilizzato, può essere immagazzinato esattamente come il petrolio ma con più sicurezza per l’ambiente in quanto biodegradabile, con costi di lavorazione e produzione inferiori (va ricordato che la produzione di petrolio ha già raggiunto il suo picco massimo e il consumo totale è previsto per il 2050 circa), è in grado di prolungare la vita dei motori diesel a causa della migliore lubrificazione, di ottimizzarne il consumo e la potenza del motore, portando quindi ad un risparmio anche in termini di manutenzione.

I motori che possono essere alimentati con questo tipo di carburante vanno da quelli piccoli dei gruppi elettrogeni, passando poi per le automobili e arrivando fino a quelli più complessi e che richiedono prestazioni più alte come nel caso degli aerei, delle navi e delle centrali termo elettriche.

Ecco più precisamente alcuni punti importanti del biocarburante ottenuto dalla canapa:

  • La trasformazione della pianta in carburante non ha nessun impatto sull’ambiente, o almeno molto inferiore rispetto alla lavorazione del petrolio
  • I suoi carburanti sono biodegradabili e gli incidenti con dispersione di prodotto nell’ambiente non avrebbero conseguenze, non è tossico
  • Non c’è scarsità di prodotto, la coltivazione non è limitata a un’area
  • Si può produrre in casa
  • Prolunga la vita dei motori diesel migliorandone le prestazioni
  • È stato testato in strada sia negli Stati Uniti che in Europa per oltre un ventennio

Nel 1961 però le nazioni Unite hanno imposto il divieto di coltivazione, revocandolo nell’Unione Europea nel 1990, che ha ripreso le attività nell’industria della canapa in seguito a Canada e Australia

Dopo il divieto di coltivazione imposto dalle Nazioni Unite nel 1961 e la revoca del divieto nel 1990 nell’Unione europea, l’industria della canapa è riemersa prima in Canada, poi in Australia e infine in Europa. In generale però l’uso della canapa come combustibile è molto limitato, solini  pochi Paesi la canapa è stato commercializzata come coltura energetica, tra cui la Svezia.

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