La canapa e le sue proprietà antitumorali

Che la canapa abbia delle proprietà antitumorali è oggetto di una forte discussione tra gli ambienti scientifici a livello internazionale. Per arrivare a delle conclusioni concrete e obbiettive è necessario partire dal presupposto che la canapa ha indubbiamente delle peculiarità in campo medico e farmacologico. Questa pianta erbacea, storicamente, è stata per migliaia di anni un’importantissima pianta medicinale, fino all’avvento del suo “proibizionismo”. Tuttavia, negli ultimi decenni, si sono moltiplicate sempre più spesso le ricerche sulle attività farmacologiche della canapa e sulle sue applicazioni su diversi fenomeni. 

Sono tanti i ricercatori, gli studiosi e i medici che chiedono a gran voce un alleggerimento delle politiche repressive. Politiche nate su interessi puramente economici. L’entrata del nylon nel mercato, ad esempio. 

Da sottolineare i numerosi studi clinici, i quali hanno dimostrato e palesato a tutto il mondo l’efficacia di questa pianta. L’efficacia della canapa. Parlano proprio di effetti significativi anche nel dolore tumorale, e si è confermato, come se non bastasse, l’efficacia sui dolori neuropatici e per i sintomi nella sclerosi multipla. Si tratta di una pianta rivoluzionaria. Tanto rivoluzionaria che Ford, l’ideatore delle famose auto americane, ha creato e sviluppato negli anni ’30 un’auto fatta completamente di canapa. Carrozzeria di canapa, interni di canapa, gomme di canapa. Un’auto che andava ad etanolo di canapa. Risultato: sparita nel nulla. Sparita nel dimenticatoio. Rigorosamente sempre per ragioni economiche. Il petrolio.

Ragioni economiche che, in sostanza, ostacolano l’utilizzo di questa pianta anche in campo medico. Risalgono alla metà degli anni ’70 i primi studi sugli effetti antitumorali della canapa. Studi che dimostrano una semplice cosa: il principio attivo ha degli effetti antitumorali. I ricercatori, infatti, per confermare questa tesi hanno iniettato una dose quotidiana di THC su dei topi di laboratorio nei quali erano stati sviluppati dei tumori. L’esito è che hanno constatato un processo di autodistruzione delle cellule cancerogene. Grazie a questa pianta arcaica si potrebbe veramente parlare di “cambiamento”.

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