Nuove politiche sulla cannabis UE, depenalizzazione, riforma

Garantire i diritti umani e proteggere la salute delle persone sono i pilastri fondamentali sui quali si è appoggiato il Consiglio Europeo nell’incontro dei 27 paesi membri a Praga per discutere le nuove politiche sulla cannabis

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Occorre lasciar da parte il proibizionismo

Sarà questo l’anno definitivo per la depenalizzazione che attivisti e operatori del settore cannabico stanno aspettando da anni? Discutiamone insieme nell’articolo di oggi!

Iniziamo il 2023 con le speranze riposte sul nuovo approccio che l’Europa potrebbe instaurare nel continente, dopo la riunione che si è tenuta all’inizio del mese di gennaio nella Repubblica Ceca.

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Depenalizzazione cannabis

Nell’incontro dei Rappresentanti di ciascuno Stato membro dell’EU si è discussa l’importanza di sostenere i paesi europei a favore della legalizzazione canapa, e stabilire nuove politiche sulla cannabis mirate a dare una svolta sul tema in questione, nello specifico su questi tre punti:

  • Depenalizzazione
  • Destigmatizzare la cannabis
  • Riduzione dei rischi e dei danni

Tenendo come punto fermo la salvaguardia della salute degli individui così come i loro diritti.

A riguardo, il Coordinatore Nazionale responsabile delle politiche sulle droghe della Repubblica Ceca, Jindřich Vobořil, si è mostrato più che soddisfatto per quanto finalmente si possa definire un documento ufficiale nel quale i paesi si impegnano a cambiare approccio sulla cannabis, specialmente, sulle normative proibizioniste che purtroppo ancora esistono in vari Stati.

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Riforma progressiva

Dopo anni di lotta e battaglie atte a promuovere la legalizzazione cannabis, finalmente questo documento ufficiale (il primo in tutta la storia del Consiglio Europeo) rappresenta un grande passo avanti per puntualizzare le politiche sulle droghe su cui lavorare.

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Ovviamente, tutto a seconda delle esigenze di ogni Stato membro dell’UE, perché si tratta di dare il via libera ai paesi.

In più, questo nuovo approccio fornirà i fondamenti essenziali che dettano le basi di una riforma progressiva che vedrà risultati concreti nel medio e lungo termine.

Infatti, ogni Stato potrà attuare politiche sulle droghe a livello nazionale, tenendo conto delle loro priorità e necessità.

Insomma, è un vero cambiamento nel continente europeo che potrà influenzare altri Stati in tutto il mondo, finalmente si inizia a vedere la luce alla fine del tunnel.

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Com’è la situazione in Italia?

Ci chiediamo come questo incontro, tenutosi a Praga, possa influire sulle politiche droghe leggere in Italia, con la destra al mando, che finora si è mostrata  a favore degli interessi delle multinazionali riguardo la canapa medicinale.

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A dire il vero, bisogna ascoltare la voce del popolo e imparare dagli altri paesi europei che stanno cambiando le loro posizioni sulla cannabis, e girano verso un percorso più aperto e libero, mettendo in primo piano la salute della popolazione.

Evidentemente, l’ignoranza sul tema cannabico e gli interessi delle multinazionali sono i due principali nemici della depenalizzazione nel nostro territorio.

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Senza ombra di dubbio, se si vuole mettere fine alle mafie della droga, occorre lasciar da parte il proibizionismo ferreo per quanto riguarda la legalizzazione della cannabis.

Anzi, ci vuole un vero cambio di mentalità nell’ambito di esaminare la canapa come uno strumento efficace a livello sociale e anche sanitario, in quanto i benefici della sua legalizzazione sono riconosciuti a livello mondiale.

E la prova di questo sono i paesi che già attuano nei loro territori politiche a favore della cannabis, quali: i Paesi Bassi (per eccellenza, il più tollerante), Canada, Uruguay, Malta, Cile, ecc.

Infine, ci auguriamo che le nuove politiche sulla cannabis siano l’inizio di un nuovo approccio in Italia, e che il nostro paese possa seguire l’esempio di altri Stati che hanno visto in pelle propria i vantaggi associati.

Oasi della Canapa, La Redazione

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