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Il Piano della Commissione Europea per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia

In questi tempi di conflitto tra l’Ucraina e la Russia, il tema Transizione Ecologica ha preso piede più che prima, da quando Bruxelles ha fatto un appello per ridurre del 30% i consumi di gas entro il 2030 al fine di aumentare l’uso delle rinnovabili per compensare lo stop alle importazioni del gas russo, per cui è diventata una condizione di urgenza, ovvero un reale bisogno il poter attuare a medio/lungo termine la conversione energetica in tutta l’Europa.

Nell’articolo di oggi capiremo in linee generali il piano della Commissione Europea per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.

Il Governo della Federazione Russa tramite l’Azienda Energetica Statale Russa GAZPROM ha dimostrato di essere pronto a ricorrere agli estremi e di tagliare le forniture del gas naturale agli altri paesi europei, come risposta alle sanzioni commerciali che gli sono state imposte, mantenendo il pugno fermo quando in data 27 aprile ha deciso di interrompere la fornitura energetica alla Bulgaria e la Polonia, violando quanto stipulato nei contratti, come punizione per i paesi ostili.

Precisiamo che la Russia ha dichiarato che il motivo dell’interruzione è dovuto al fatto che i 2 paesi si sarebbero rifiutati di pagare in rubli, ovvero come richiesto dalla Russia.

Il Piano della Commissione Europea. REPowerEu 

Onde staccarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili e il gas della Russia (usati come arma a doppio taglio dalla Russia a livello politico ed economico), la Commissione Europa ha presentato il 18 maggio dell’anno in corso il REPowerEu Plan come una valida alternativa per trasformare il sistema energetico europeo.

Evidentemente le misure per diventare un continente indipendente energeticamente, costeranno circa 100 miliardi di euro all’anno a tutta la popolazione, cioè ai contribuenti del vecchio continente.

Oltre a tutto questo, l’85% dei cittadini europei è d’accordo sulla questione della riduzione della dipendenza dal gas russo e combustibili fossili come misura di appoggio all’Ucraina che sta subendo fortemente i conflitti derivati dall’invasione russa. 

Le misure per ridurre i consumi di gas

Le ambiziose misure del piano RePowerEu per ridurre i consumi di gas sono queste:

  • Riduzione del consumo d’energia, in altre parole promuovere il risparmio energetico
  • Diversificazione della fornitura energetica
  • Accelerare e promuovere l’uso di energia rinnovabile in tutti gli ambiti, incluso le abitazioni, industrie, sistemi di generazione di energia, e altre tipologie di ambienti, il che consiste in una sostituzione “al quanto veloce” dei combustibili fossili russi
  • Creare incentivi che spingano le grandi aziende a investire del capitale per la transizione ecologica 

Si prevede che con questi provvedimenti, l’obiettivo fissato sul risparmio d’energia porti ad un 30% in meno di consumo di gas entro il 2030.

Inoltre la Commissione Europea ha chiesto ai paesi membri di supportare e lavorare a favore di questo obiettivo, oltre ad aumentare l’uso delle rinnovabili dal 40% al 45% come parte della transizione ecologica.

In più, la diversificazione della fornitura energetica include l’uso di altri tipi di energia “verde” per coprire il fabbisogno della popolazione, ad esempio: energia solare ed energia eolica.

A riguardo, Bruxelles stima che triplicando la quantità di energia solare ed eolica entro il 2030 permetterebbe di risparmiare 170 miliardi di m3 di gas annui.

Lo scopo generale, come abbiamo capito, è di stoppare la dipendenza energetica dell’EU dalla Russia.

Ma per riuscire veramente a seguire queste misure sulla riduzione dei consumi di gas e la transizione ecologica, specialmente in Italia, bisogna abbattere i muri della burocrazia, e mettere al tavolo insieme il Governo e i fornitori d’energia rinnovabile (affidabili) per arrivare ad un accordo su nuovi progetti, così come lo sviluppo di tecnologie innovative in grado di liberare il potenziale nascosto in altre risorse naturali per produrre energia pulita.

Per ultimo, bisogna cercare di creare coscienza cittadina, affinché con la collaborazione di tutti si possa attuare una vera transizione energetica.

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